Il cibo nell'era digitale
- 5 ago 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Una volta andare al ristorante voleva significare in qualche modo avere una ragione per farlo. Creare l'occasione per festeggiare un compleanno, celebrare un evento, generare l'opportunità per un incontro romantico.
Erano momenti che in qualche modo rappresentavano occasioni particolari per chi li viveva e che restavano scritti nella memoria.
"L'una volta" di cui parlo, oltre che a una datazione storica, che farei corrispondere ad ante e post digitale e quindi a partire dall'era smartphone, è frutto appunto di un cambiamento culturale che ha trasformato le nostre società.
L'era digitale è stato uno tsunami che ha trascinato via abitudini, tradizioni, comportamenti e modi di essere, cambiando l'approccio verso determinati cliché.
Non è un fatto legato alle possibilità economiche, ma a come determinate occasioni sono vissute.
Il cellulare sul tavolo del ristorante è appunto il primo dei segnali da prendere in considerazione. E' infatti un atto di ostentata ignoranza che potrebbe far inorridire i nostri nonni e indurli a darci uno sganassone ben piazzato.
Ma soprattutto è un atto triviale che pone immediatamente i commensali su un piano di distacco e disinteresse, privando i presenti di quella che dovrebbe rappresentare un'occasione di condivisione e partecipazione.
Il pranzo al ristorante ha perso, ormai, quel valore aggiunto che gli veniva attribuito dalla circostanza dall'eccezionalita’ e dal desiderio di ritrovare magari un ambiente amico.
L'era digitale ha in qualche modo introdotto il sistema “ristorante usa e getta” che molto si avvicina, appunto, ai nostri modi di vivere che si soffermano molto sul superficiale e non guardano, invece, ai contenuti.
La stessa cosa accade molto spesso per il cibo che non di rado viene prodotto e servito senza una reale conoscenza ed esperienza dell'arte culinaria, con improvvisazione e superficialità.
Il mangiare è il più antico dei riti ed è un arte che appartiene alla storia dell’umanità e come tale deve essere intesa.
Per questo questa antica tradizione, va mantenuta e rinnovata. Il cibo deve essere assaporato e gustato, non ingurgitato.
Determinati modelli sociali vanno mantenuti e, laddove è necessario, rivisti e migliorati.
Andare al ristorante deve essere una festa, non ridursi ad una consumazione.
Cercare il ristorante adatto, scegliere il menù, prepararsi e vestirsi in modo adeguato, cercare di rispettare determinati standard di educazione e di bon ton, sono indici di civiltà che non dobbiamo e non possiamo dimenticare.
Non servono le grandi abbuffate, non serve il lusso, serve la gentilezza, la signorilità e il galateo con l'intento di trascorrere una giornata di serenità e di benessere con le persone che abbiamo scelto.






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