Il cristianesimo e la pace un connubbio che vive da 2000 anni
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La nascita di Cristo con il conseguente avvento del cristianesimo, sancito dell'imperatore Costantino nel 313 d.c., rivoluziono', completamente la vita del popolo romano. La forza della cristianità era infatti nella semplicità del messaggio.
"Io sono Gesù, sono figlio di Dio e come voi sono un essere umano. Chi vive nella mia fede può aspirare alla vita eterna."
Ma soprattutto per la prima volta la religione é data non dal possedere particolari capacità, come gli Dei appunto, ma dai valori umani che ogni individuo può esprimere.
La religione cristiana non propone prove di forza, ma spinge ogni uomo a cercare il proprio equilibrio, la propria dimensione. Il buon cristiano non prevarica, non sottomette, non giudica; cerca equità e giustizia.
Un'idea rivoluzionaria rispetto ai contenuti delle religioni di natura politeista che fino a quel momento avevano rappresentato l'unico riferimento "spirituale" in gran parte dell'impero.
Cosi' ebbe inizio quel miracolo chiamato cristianesimo che assunse nel tempo quel valore inestimabile di cultura e civiltà che ha accompagnato la Storia, soprattutto nel mondo occidentale.
Il cristianesimo conta infatti oggi circa 2,4 miliardi di persone su un totale di 8,02 miliardi di abitanti, ovvero oltre il 25% della popolazione.
Riconoscersi, partecipare, e rinnovare quella cultura vuol dire non solo continuare ad alimentare la fede, ma ad accrescere e consolidare quel patrimonio che ogni cristiano porta dentro di sé.
Non abbiamo bisogno di retorica, ne' di enfatizzare i nostri valori per affermare che il popolo cristiano possiede ricchezza morale e spirituale, perché è la stessa cristianità, con la sua lunga Storia, che gli attribuisce per definizione quei contenuti.
La dottrina cristiana, infatti, non ha bisogno di specifici dogmi per essere seguita; i suoi contenuti espressi nei vangeli entrano nella vita di ogni essere umano e ne costituiscono gli elementi fondanti.
Gli stessi comandamenti dettati da Dio a Mosè rappresentano un codice etico
che vive nel cuore di ognuno ed esprime, attraverso la propria coscienza, quell'umanita' che ci portiamo dentro e che ci rende a pieno titolo "esseri umani".
Ed è a costoro che Papa Prevost si rivolge in qualità di testimoni di quella civiltà e nello stesso modo, a tutti coloro che attraverso religioni, anche diverse, esprimono quei principi.
Il suo primo grido nella veste di nuovo Papa, accolto nella casa di Pietro, fu appunto dettato dalla parola pace:"una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante."
Ed è questo il messaggio, un grido rivolto all'umanità che pone l'uomo, giudice di sé stesso, al cospetto delle sue responsabilità: "Chi vuole amare la vita e vedere giorni felici, trattenga la sua lingua dal male e le sue labbra da parole d'inganno; eviti il male e faccia il bene, cerchi la pace e la segua." 1 Pietro 3:10-11
Questo è il nostro compito: "Essere uomini e donne di pace".



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