Il fattore migranti e l'Europa del futuro
- 18 dic 2025
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Il fattore "migranti" e l'Europa del futuro
Forse non ce ne rendiamo ancora conto ma ciò che sta accadendo, ormai, incessantemente da alcuni anni riguardo all’immigrazione è un fatto che ha cambiato e cambierà ancor di più quegli equilibri che hanno garantito la governabilità dell’Europa.
Non so se qualcuno ha pensato di mettersi nei panni di un “migrante” per cercare di capire che cosa significhi, quali sofferenze si debbono sopportare, quante umiliazioni, quante vessazioni, quanto dolore e quanta rabbia si prova.
Ci troviamo ad un punto di non ritorno, si prevede infatti, secondo alcune stime sulla crescita demografica di alcuni stati dell’Africa e dell’Asia, che i flussi migratori continueranno almeno fino al 2050 con punte massime di circa 100.000 migranti ogni anno. Questo vuol dire che l’Italia, per la sua posizione geografica continuerà ad essere il porto d’attracco di milioni di uomini, donne, ma soprattutto bambini, che dovranno provare a fondare il loro futuro in una Europa sempre meno democratica e putroppo condizionata dai propri problemi interni (Vedi la corsa al riarmo a causa della guerra tra Russia e Ucraina).
Questa situazione non è più sostenibile e potrebbe avere nel medio, lungo termine delle evoluzioni che forse, ancora non riusciamo ad immaginare. E’ necessario che gli Stati Europei e quelli occidentali, in genere, abbiano la lungimiranza di leggere in prospettiva come le nostre società si modificheranno e quali potrebbero essere le azioni da adottare per favorire l’integrazione.
Quanti bambini morti dobbiamo, ancora, trovare sulle nostre coste prima di intraprendere azioni efficaci?
Il mondo occidentale ha il dovere, nei limiti delle proprie possibilità, di accogliere con misure concrete, queste popolazioni. Quello a cui stiamo assistendo è uno scempio dell’umanità!
Le società occidentali che detengono gran parte della ricchezza prodotta dal pianeta, sono ormai meta di decine di migliaia di migranti che, quotidianamente, sfidano la sorte per una sola briciola delle nostre ricchezze.
Ciò a cui assistiamo è uno stillicidio continuo di storie di sopraffazione, di dolore e di morte che rendono inaccettabile questa realtà.
Tutti i popoli hanno il dovere nella misura e nei modi che le loro leggi gli conferiscono, di promuovere l'accoglienza dei migranti e di facilitarne l'integrazione. Il problema dell’ interculturalità non è, infatti, rimandabile in quanto rappresenta il primo vero passo da affrontare per coloro che dovranno essere integrati in un predeterminato percorso socio culturale.
Se non costruiremo processi di sviluppo adeguati ci troveremo sempre più chiusi ed incapaci di creare un vero processo virtuoso.
La data del 18 Dicembre rappresenta, in tal senso, una sfida destinata a trovare quelle soluzioni che costituiscono, ormai, un traguardo non più rimandabile.






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