Il valore della speranza
- 22 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Condivido molti degli aspetti affrontati dal Cardinale Bustillo e convengo soprattutto nelle valutazioni espresse riguardo ai giovani ed alla loro incapacità di saper trovare un filo conduttore che possa risvegliare il loro interesse per la vita.
I "figli del 2000", per indicare le attuali generazioni, non sono quelli del novecento e le motivazioni nascono soprattutto dalle radici che sono alla base di un'esistenza.
In passato gli obiettivi non erano dettati da un agenda ma dalle necessità che la realtà proponeva.
L'arte di vivere, non era uno slogan, ma un bisogno! Costruirsi un futuro significava sacrificarsi ed avere coraggio.
Una volta la speranza era una sorta di pane quotidiano di cui ci nutriva per poter poter dare all'anima il sostentamento di cui aveva bisogno.
Così la speranza accendeva il futuro, regalava scenari sconosciuti e ci si spingeva verso traguardi, apparentemente, irraggiungibili.
Quelli del Novecento non avevano tempo per pensare al male che incombeva sull'umanita' perché quel male non c'era; Il male era non provare, non mettersi in gioco, non credere, non impegnarsi.
I figli del 2000 hanno tutto quello di cui non hanno bisogno; quell'insicurezza che nasce da una società che ha perso quelle radici e non trova la linfa per poter dare voce al futuro.
La gioia per la vita è un abitudine che si alimenta con la fede. E se non vogliamo chiamarla fede, possiamo usare altri termini. Rispetto e fiducia, anzitutto (rispettivamente parole dell'anno 2025 e 2026).
Fiducia che nella sua piena accezione significa appunto "Sentimento di speranza sicura, di convincimento di un’aspettativa".
Ma se quel sentimento di speranza manca, come possiamo recuperarlo?
Ecco allora che la linfa delle radici del nostro albero assumono un significato assoluto.
Dove sono quei principi etici e morali sulle quali si fonda la voce del buon cristiano?
Quello chiamato processo di secolarizzazione ha, di fatto, svuotato di queste virtù "i figli del 2000". Si è perso l'orientamento, si è dato valore alla forma perdendo di vista il contenuto.
Si è smarrito lo spirito di fratellanza e solidarietà che nasceva dalla disperazione e dell'orrore che la grande guerra aveva lasciato nella memoria dei nostri padri.
La secolarizzazione ha fatto sì che il valori che sottendevano al benessere di una società venissero sostituiti da feticci che nulla avevano a che fare con una qualsiasi, accettabile, forma di "senso religioso".
Quando si sposta il valore di un'idea su un oggetto si svuota qualsiasi possibilità di dare un senso ad un'esistenza.
Man, mano abbiamo sostituto la speranza in desiderio, togliendo essenza ai nostri stessi sogni. Svuotando di dignità gli stessi nostri pensieri.
Solo guardando al passato e rileggendo la Storia dell’umanità potremo trovare soluzione a questo stato di decadimento ed il primo vero obiettivo è, appunto, quello di restituire ai nostri figli la speranza.






Commenti