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La compassione

10 minuti fa
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La parola compassione è un termine che ha assunto, nel tempo, un valore umano e morale che ha accompagnato l'intero corso della Storia.


Il suo significato etimologico nasce dal latino "cum patior", ovvero soffrire insieme.


Un vocabolo che in una società che vede al centro "l'individuo" ponendo i suoi interessi al di sopra a quelli della collettività, assume oggi un valore simbolico che si contrappone, appunto, all'egoismo e all'egocentrismo, restituendo invece all'uomo la sua impronta altruista e solidale.


È un sentimento che trova una sempre maggiore difficoltà a dare mostra di sé, proprio in ragione di una trasformazione sociale che ha visto nascere la figura dell'homo oeconomicus nata con le teorie di Adam Smith durante il periodo dell'illuminismo e poi formalizzatasi nel corso dei secoli.


La vera "compassione", infatti, intesa nel senso che ci ha regalato la letteratura è quella che ci trasmette il cristianesimo che avvicina l'uomo al suo simile offrendogli la sua carità.


Non è un atteggiamento di comprensione o di riconoscimento di uno stato, ma l'espressione di un individuo che offre all'altro il suo aiuto.


La parola "compassione" esprime, infatti, nella sua accezione più profonda, la condizione del bisogno inteso come elemento primario di ogni essere umano.

Non c'è uomo, infatti, che possa considerarsi al di fuori di tale presupposto.

La fragilità è intesa nel suo valore universale, essendo elemento indissolubile

della natura umana.


Temi che la letteratura ha spesso affrontato di cui troviamo cenno anche nell'opera di Leopardi nei suoi abbozzi adolescenziali nella sua celebre immagine di "una lucciola schiacciata".


Ma la compassione non è indice di debolezza, come in alcuni studi storici si è tentato di far credere. La compassione è un sentimento che appartiene alla sfera dell'amore. L'amore forse più nobile, quello più sentito che spinge l'uomo ad offrire se stesso in favore del suo prossimo. Ed è, infatti, proprio nel suo valore cristiano ed in particolare nel pensiero Agostiniano che trova la sua ragione di essere, accomunandola ai contenuti della carità.


È quindi riduttivo dare al termine "compassione" una definizione univoca che possa rappresentarne il significato.

C'è infatti nello stesso una contestualità di significati che unisce alla pietà ed alla misericordia, la generosità e l'altruismo. La beneficenza e la liberalità.


Ed in un mondo così dilaniato dal desiderio di potere e dal dominio che esclude e assoggetta i più deboli, tanto maggiore è il bisogno di adoperarsi affinché i poveri, gli emarginati e gli sconfitti possano lasciare su questa terra una traccia della loro presenza.

 
 
 

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