La crisi dell'editoria ed il ruolo dei social media
- 20 dic 2025
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La crisi dell'editoria ed il ruolo dei social media
C'è un cammino relativamente breve che precede il lento declino della nostra editoria.
Cammino che ha avuto inizio intorno agli anni 2000 grazie a quel processo tecnologico che ha trasformato il concetto stesso di comunicazione.
L'uso comune della tecnologia digitale ha di fatto introdotto nell'ultimo ventennio, usi e costumi che hanno completamente modificato il nostro approccio con l'informazione.
Tutte le maggiori testate hanno, infatti, visto man mano scendere le vendite con un calo, per quanto riguarda i quotidiani, che va dagli 8 milioni di copie del 1992 fino a ridursi a meno di 2 milioni nel 2018.
Nello stesso periodo, infatti, sono iniziati a crescere i portali dedicati ai social network che hanno via, via cancellato il settore legato ai libri, ai quotidiani, alle riviste, ai fumetti ed in genere di tutte le pubblicazioni cartacee.
Un calo pressoché inarrestabile che ha portato a partire dal 2000 ad oggi, alla chiusura di circa 18000 edicole ovvero la metà di quelle allora esistenti.
Stessa sorte è riservata ai libri
infatti "i dati mostrano che solo 3.254 titoli nel 2024 hanno superato le 2.000 copie vendute, soglia minima per rientrare nei costi. Di fatto, il 96% dei libri pubblicati non arriva nemmeno a farsi notare." (Fonte Italia informa)
Un cambiamento radicale che ha praticamente cancellato la nostra editoria storica ed ha indotto milioni di persone alla scelta del "prodotto digitale" con conseguenze inevitabili sia nella qualità dei contenuti che sull'impatto culturale.
L'avvento digitale ha così cancellato 2000 anni di storia della scrittura, sostituendola con i nuovi criteri di digitalizzazione e archiviazione informatica creando uno strumento che, attraverso i social, ha modificato i nostri stili di vita.
È su queste basi che si è man, mano creato quel distacco con la carta stampata che non potra' in alcun modo ritrovare le ragioni di quell'antico legame con l'essere umano.
Un depauperamento delle forza cognitiva che ha visto sostituirsi a testi e parole un surrogato di immagini e simboli spesso frutto di manipolazione.
Spetta, quindi, proprio ai social, cercare di modificare la loro comunicazione attraverso modelli che possano offrire una migliore offerta culturale.
Il mancato rinnovamento del ruolo dei social rischia, infatti, di produrre nel prossimo ventennio, una "società volatile" senza radici culturali, che non potrà che ampliare quel fenomeno che ha dato origine alla definizione di "analfabeta funzionale".






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