"The Monopoli war"
- pagineedaltro
- 7 giorni fa
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"The Monopoli war"
Chi di noi, soprattutto tra quelli delle generazioni ante 2000, non avrà avuto l'occasione di sedersi intorno ad un tavolo con altri aspiranti strateghi dell'economia, per confrontarsi nel gioco del "Monopoli".
È stato, infatti, uno di quei passatempi che hanno coinvolto i più disparati contendenti per una vittoria, che sia pure virtuale, ha sempre rappresentato motivo di soddisfazione.
Gioco che certamente, oggi, alla luce delle tante innovazioni tecnologiche, andrebbe sicuramente rivisto.
Se parliamo, infatti, di tecnologia tanti sarebbero i nuovi asset da considerare, che richiederebbero uno specifico approfondimento.
Pensiamo all'IA. Chi investirebbe il proprio denaro per azioni collegate a settori dell'economia che richiedono tempi di realizzazione e sperimentazione necessariamente lunghi?
I nostri uomini/donne robot saranno in grado di leggere il futuro e fornire risposte affidabili?
Ma soprattutto in un momento storico in cui il mondo ha riscoperto la propria anima guerrafondaia, quali potrebbero essere gli investimenti necessari per poter rinforzare i propri eserciti?
Certamente la realtà alla quale assistiamo quotidianamente fa preponderare le nostre scelte verso un tipo di guerra radicalmente diversa rispetto a quella che avevamo imparato nei libri di Storia.
Si pensi ai carri armati, all'artiglieria pesante, ai mezzi adottati per azioni di terra, alla necessità di creare basi militari a supporto dei propri arsenali, alle riserve di carburante, agli schieramenti di soldati in prima linea destinati ad essere annientati.
Ebbene la nostra IA ci sta preparando ad un tipo di conflitto forse meno evidente ma certamente non meno efficace.
Alla luce di quanto sopra il nostro Monopoli ribattezzato "The Monopoli war" dovrebbe rinnovarsi in questo senso ed adeguarsi alle nuove esigenze.
Intanto, la nostra sala "Monopoli war" è stata allestita ed è pronta per ospitare i giocatori, ma la partita sul piano economico si sta giocando ormai da tempo.
L'obiettivo del gioco che è quello di portare alla bancarotta gli avversari, impedendo così di fatto, lo sviluppo economico dello Stato nemico.
Non saranno le armi convenzionali a stabilire la vittoria ma il modello di Stato che sarà stato in grado di generare intorno al mercato della guerra un business diversificato nei vari settori economici del Paese.
I giocatori che si dovranno sedere al tavolo del "Monopoli war" sono avvertiti, chi vorrà vincere dovrà tenere presente
questi sostanziali principi.
Aspettiamo, quindi, di vedere quali potranno essere le rispettive manovre nella speranza che coloro che tirano i dadi, capiscano che oltre un determinato livello il gioco non potrà spingersi.
E' auspicabile, come espresso da Papa Prevost, che all'industria della guerra venga contrapposta un'attività certamente meno redditizia ma senz'altro lodevole e fruttuosa per il bene dell'umanità: "L'artigianato della pace"







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