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Una volta la vacanza era un'altra cosa

  • 10 ago 2024
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 19 ago 2024

Una volta l'estate era un'altra cosa

Il primo forte impulso alla diffusione delle vacanze venne dato dallo sviluppo su larga scala dell'industria automobilistica.

Cosicché via, via che l'automobile conquistava fasce di mercato  più ampie, il fenomeno delle vacanze si espandeva raccogliendo,   sempre, un maggior numero di proseliti.

Nel dopoguerra l'auto divenne così l'emblema di uno status quo ed il simbolo della rinascita di un Paese che cercava di trovare una sua nuova identità.

Infatti, per intere generazioni, l'automobile è stata espressione di autonomia e di indipendenza e quindi obiettivo primario di ogni famiglia.

Ciò che distingueva quelle vacanze dalle attuali erano le motivazioni che le accompagnavano.Per molti italiani che avevano vissuto l'orrore della guerra quella vacanza rappresentava una implicita rivincita; un modo di riappropriarsi  della propria libertà.

La vacanza  aveva un significato diverso; il raggiungimento di un obiettivo perseguito per l'intero anno. Il frutto di tanti piccoli, quotidiani, sacrifici.

Personalmente, ricordo l'entusiasmo che accompagnava quelle partenze  e la soddisfazione di mio padre reduce di guerra,  che ritrovava, sul suo viso, sempre così cupo e teso, quella serenità che solo in particolari circostanze riusciva a mostrare.

Lo vedevo  passare le ore ad osservare il mare come se volesse "riempirsi" di quel paesaggio per poterlo poi rivivere nei suoi ricordi il più a lungo possibile. Restava senza parlare e  proteggevava, spesso, i suoi occhi con degli occhiali da sole scuri per nascondere le sue emozioni.C'era ancora la guerra nel suo cuore e quelli erano i rari momenti in cui riusciva a tenerla lontana.

Ero ancora un ragazzo e vivevo quelle giornate come tanti altri della mia età, ma si respirava un'aria di fiducia e di speranza nel futuro.

Allora si credeva nell'amore e scrivevo lettere su carta profumata che esprimevano  nei riguardi della mia lei, i miei più sinceri sentimenti.

Di sera si poteva ballare al lido anche senza consumazione; il vero lusso era la vacanza.Il cinema era all'aperto e si proiettavano, spesso, film western; il buono vinceva sempre sul cattivo. Che meraviglia!

Al mare e nei lidi, ci si trovava, di solito, il jukebox e il calcio balilla, poi si organizzavano tornei di ogni tipo; dal calcio, alla briscola al tressette   A proposito di jukebox in quegli anni, mi pare nel 1973 usciva "Pazza idea" di Patti Pravo. Un vero gioiello della musica leggera. "Pazza idea di far l'amore con te..."

Il confronto con il presente appare improponibile; i valori di una volta li abbiamo, purtroppo, persi. L'amore per la propria terra si legge nei libri di Storia e quel senso civico si è smarrito.La vacanza si fa, soltanto, per un mero divertimento.

Adesso si scrive con i whatsapp, le amicizie si stringono sui social e l'amore si fa nelle "hot-line".

Sì, una volta la vacanza  era un'altra cosa.


 
 
 

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