Ceuta, il viaggio della speranza
Sono lieto di condividere con voi che la mia poesia "Ceuta, il viaggio della speranza"
è risultata vincitrice della sezione non professionisti del premio Giovani Mediterraneo 2026 "Ludovico Corrao"
Ceuta, il viaggio della speranza
Se di Ceuta un giorno racconterà la Storia
non di un solo uomo avrà contezza
ma di un popolo che rifiuta il suo destino
un uomo che non fa elemosina di sé
non chiede sconto al mondo del suo presunto male
né fa’ del suo vivere, pietà
ma ad ogni giorno cerca
dei suoi passi, il senso,
e nel futuro pace e libertà.
E se di povertà si è fatto ormai ragione e non sa opporsi alla sua sorte
meglio sfidar la morte
che restare in attesa del destino
star fermo, rimanere inerte
e lasciar fare al giorno che verrà.
Furon sessantamila che tentarono quel viaggio
Non c'eran treni o aerei ad aspettarli
ma solo braccia, gambe e mani
ad aiutarli.
Un muro avevan davanti da scalare
non la mano tesa di un amico
non la voce di un Paese
ma porte chiuse
verso chi non ha forza di reagire.
E se il “Mare Nostrum”
di civiltà fu il fulcro
cosa è rimasto di quell'antica gloria?
La protervia di chi nell'ignoranza crede di poter fare a meno della Storia?
Esser nati nella parte sbagliata della Terra è solo una casualità
ma privare del diritto di accoglienza è un atto privo d'ogni carità.
La sola e vera condizione
è saper dare all'uomo dignità.
Ma se di quel popolo oggi si vuol dar conto
è solo frutto delle circostanze
molti altri Stati, infatti, han sempre negato il loro aiuto
senza tener mai conto delle istanze
Chi fa delle altre razze dei vassalli
emargina e sfrutta i suoi fratelli
senza saper dar loro il senso del domani non può sperar di ritrovarli liberi e sovrani
Non c'è giustizia né carità sociale
che possa riparare a tale errore
e per coloro che son morti
non si potrà che accettare quell'orrore
Non si sceglie di emigrare
si decide di farlo per contrarietà e per presa di coscienza
e se la propria vita é pena e sofferenza
la vera via d'uscita è solo la speranza.




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