Lucio Battisti, un artista immortale.
Aggiornamento: 15 set
Roma 9.9.2026
Lucio Battisti, un artista immortale.
Il 9 Settembre 1998 a soli 55 anni, ci lasciava uno dei più grandi interpreti della musica leggera italiana.
Nato a Poggio Bustone il 5 Marzo del 1943 iniziò fin da subito la scalata che lo avrebbe portato al successo. Già nel 1967, infatti, realizzò il suo primo 45 giri "29 Settemre" portato al successo dai Dik Dik
mentre il primo 33 giri a cui diede il suo nome "Lucio Battisti", venne alla luce nel 1969.
Da quel momento, per circa 15 anni, grazie al sodalizio con Mogol che sarebbe diventato il suo inseparabile autore, vennero create le più belle canzoni di sempre del nostro panorama musicale.
L'alchimia dei brani siglati Mogol, Battisti, infatti, continua a produrre nel tempo quell'armonia profonda che solo un'opera d'arte può regalare.
La loro collaborazione iniziata nel 1965 ha saputo, infatti, creare un nuovo modo di raccontare non solo i sentimenti ma, anche, la quotidianità attraverso un linguaggio semplice ed immediato.
Un linguaggio che trovava nelle note di Battisti una trasposizione musicale capace di trasferire alle parole la più alta espressione musicale.
La loro collaborazione
diede alla luce circa 140 canzoni; canzoni che ancora oggi rappresentano il punto di forza di molte emittenti radiofoniche.
Centoquaranta canzoni che avevano come fattore trainante il tema dell'amore, ma che sapevano cogliere, in ogni spaccato della vita quotidiana, la sintesi tra musica e parole in grado di emozionare e di coinvolgere ogni genere di pubblico.
Un successo che si è tradotto nella vendita di circa 20/25 milioni di dischi che hanno fatto cantare intere generazioni e che ancora riescono a trasmettere tutta la loro forza emotiva.
Un connubio che si è interrotto nel 1980. Il loro ultimo album in comune fu infatti "Una giornata uggiosa" che ebbe, comunque, un notevole successo di pubblico.
Da quel momento Lucio, artista immortale; chitarrista eccelso e musicista di grande sensibilità volle cercare un nuovo percorso creativo che potesse permettergli di esprimere tutto il suo estro.
Da quel suo desiderio nacque nel 1986 il connubio con Pasquale Panella che durò fino al 1994 e che portò alla luce 5 album.
Fu un nuovo modo di parlare al pubblico, quasi antitetico a quello di Mogol, che usava forme astratte e giochi di parole oltre che, sotto il piano musicale, al ricorso a tracce di musica elettronica.
Un tentativo, forse, di creare un nuovo linguaggio musicale capace di trasmettere le medesime emozioni senza ricorrere ai cliché melodici fino ad allora utilizzati.
Fu un brusco cambiamento di genere che scosse i milioni di fan che vissero questa trasformazione come un tradimento e che non riuscirono a riconoscere in quei brani quel pathos che aveva accompagnato la sua precedente produzione musicale.
Per questo anche sul piano dei media suoi album
subirono una pioggia di critiche alla quale segui', anche sotto l'aspetto commerciale,
un brusco calo delle vendite.
Un insuccesso che trovò, però, successivamente, una rivalutazione da parte della stampa di settore che vide in quegli album oltre che un esperimento per il futuro, una fonte di ispirazione per i nuovi artisti. Tant'è che in molti lo definirono come l'ultima avanguardia della musica pop.
Si è spento nel 1998 a causa di una grave malattia, ma tutta la sua produzione musicale, rappresenta a tutt'oggi una delle espressioni più limpide di estro e genialità.
Qualità che lo rendono a pieno titolo, il più grande rappresentante della nostra musica leggera.




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