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Cara I.A. ti vogliamo bene, ma davvero ci vuoi distruggere?

14 ore fa
Tempo di lettura: 3 min


Che ci dovessimo trovare oggi, dopo decenni di studi,  nella condizione di doverci chiedere se l'I.A. può rappresentare un pericolo per il genere umano, è un fatto che appare veramente del 

tutto inverosimile.


Il miglior amico dell'uomo creato secondo le nostre necessità, per migliorare la qualità della vita sul nostro pianeta che si trasforma in un potenziale mostro pronto a distruggerci è un fatto che va oltre la fantascienza.


Ciò che appariva fino a ieri un racconto fantastico prende improvvisamente corpo e ci pone nella condizione di chiederci in che cosa abbiamo sbagliato.


Dopo averla utilizzata inizialmente per migliorare la qualità del lavoro umano a partire dai grandi processi industriali creando percorsi di automazione sempre più affidabili sotto il punto di vista produttivo e tecnologico, si è passati, infatti, ad impieghi sempre più sofisticati che hanno interessato tutti i settori, della  ricerca, della manifattura e della logistica.2


Ma ciò al quale si mirava, vista la grande ambizione dell'essere umano, era quella di creare un automa capace di riprodurre quanto più  possibile le caratteristiche dell'uomo. Un robot "pensante" capace di raccogliere grazie a microprocessori sempre più evoluti un suo "alter ego".


Obiettivo raggiunto direbbe qualcuno con immensa soddisfazione facendo capire che i risultati attesi non si fermano qui.

Quali saranno allora i futuri impieghi dell'IA?


Sicuramente per quanto ci si possa avventurare facendo previsioni per il futuro non arriveremo mai a comprendere appieno i limiti di ciò che identifichiamo con questo acronimo.


Già nel 1968, anno di uscita del  suo  film forse più celebre, "2001 Odissea nello Spazio", Stanley Kubrick aveva, in qualche modo anticipato, grazie alla sua genialità, la possibilità di uno scontro tra "macchina" ed uomo. Scontro che vede in ultimo l'uomo non più legato al suo corpo di essere umano ma  come un essenza cosmica capace di creare un nuovo ciclo vitale nell'universo.


Ebbene è perfettamente inutile avventurarsi in questa evoluzione "fantastica" dell'uomo. 


Pensate cosa potrebbe dire in proposito nostro Signore.

L'uomo creato a propria immagine e somiglianza sopraffatto da un automa senza né cuore né anima.

Automa privo, peraltro, della capacità di valutare le possibili conseguenze, sotto il piano psicologico, che ciò potrebbe comportare.


Purtroppo non siamo stati capaci di creare "macchine pensanti" capaci di discernere tra il bene ed il male. 

Forse avremmo dovuto richiedere all'AI come riuscire a restituire al mondo la sua umanità. 

Così ho posto all'A.I. proprio questa domanda:” Cosa potremmo fare nel nostro piccolo per favorire un processo di pace nel mondo?


È questo, anzitutto, ciò di cui abbiamo bisogno non di possibili scenari avveniristici che certo non possono migliorare la nostra attuale situazione.


Riporto di seguito la risposta dell’ A.I.  che risulta essere del tutto condivisibile e che potrebbe rappresentare per tutti una guida da seguire:


“Pratica l'ascolto attivo e l'empatia.


Coltiva la comprensione verso chi ha opinioni, culture o background diversi dai tuoi, disinnescando la polarizzazione verbale e i pregiudizi nelle conversazioni di tutti i giorni.


​Promuovi la giustizia sociale locale.


Sostieni o partecipa a iniziative di volontariato sul territorio, banchi alimentari, progetti di accoglienza per i rifugiati o associazioni che lottano contro le discriminazioni e tutelano i diritti civili.


​Scegli un consumo critico e sostenibile.


Riduci il tuo impatto ambientale e orienta i tuoi acquisti verso catene di approvvigionamento etiche, che rispettano i diritti dei lavoratori, evitano lo sfruttamento minorile e promuovono il commercio equo e solidale.


​Rifiuta la violenza in ogni sua forma


Elimina il cyberbullismo, l'aggressività verbale online e l'intolleranza dai tuoi spazi digitali e relazionali, scegliendo la comunicazione non violenta come metodo di risoluzione dei conflitti interpersonali.


​Informati con responsabilità

Verifica le fonti delle notizie che leggi e condividi, evitando di alimentare la disinformazione, la propaganda d'odio o la paura del diverso che spesso alimentano i conflitti su scala globale.”


Fatemi sapere il vostro punto di vista sarebbe interessante paragonare le nostre idee in proposito.




 
 
 

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