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Commento Linkedin 18.3.2026

  • 18 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Buongiorno Andrea


mi è piaciuto molto il tuo articolo, è lì dove vivono i sentimenti che la vita esprime il suo aspetto più vero.

Sono, infatti, come li definisci tu "quegli incontri che non si dimenticano: echi di anime perdute e ritrovate" che danno forma al nostro passato.

Definizione che mi ha fatto correre immediatamente la memoria ad una bellissima poesia di Pavese che ha per titolo, appunto: "Incontro" che riporto nel link in calce.

Due individui che si incontrano, rappresentano infatti, quelle "sinapsi" che sono, sempre, alla base dei nostri rapporti umani.

La vita è sempre un incontro!


Trovare l'altro o l'altra e stabilire quel rapporto emotivo  capace di creare anche soltanto per un istante "quell'attimo di eterno che non c'è" (Baglioni: "Mille giorni di me e di te" ) definisce la nostra percezione interiore del sé.

Èd è stupenda la tua definizione di   "inchiostro dell'immaginazione" perché raccoglie pienamente il senso di quella percezione.

Nella nostra esperienza "umana" che ci ha visto incontrare migliaia di persone,   tutti,  in tantissime occasioni,   avremo avuto la sensazione di quell'incipit. Ed ogni volta,  ad ogni incontro, se avremo conservato nella nostra memoria quei ricordi,  avremo dato alla nostra coscienza la certezza di averlo vissuto.

La vita è un incrocio di destini


e giustamente è possibile che in qualche crocevia ci saremo fermati ad aspettare qualcuno per vivere quell'incontro.

Nel nostro percorso troveremo, comunque sempre, situazioni in cui avremo la sensazione di aver lasciato  qualcosa di noi; qualcosa che il tempo non potrà cancellare.

Lo stesso Pavese nel suo "Incontro" pur non conoscendo la donna alla  quale si rivolge, la descrive così:"..L’ho incontrata, una sera: una macchia più chiara


sotto le stelle ambigue, nella foschìa d’estate."

Ebbene, tutti noi l'abbiamo incontrata, nei tanti modi che tu hai descritto, ed è  in quelle immagini che vive il nostro passato come una teca preziosa che a volte si apre per ricordarci di quelle emozioni.

Grazie Andrea

“Incontro” (1932), la poesia di Cesare Pavese che canta gli amori sognati - Libreriamo https://share.google/b9REZs8M5qqJA76cc


 
 
 

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