Paralimpiadi Milano - Cortina 2026 - Le medaglie del cuore
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Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026
Le medaglie del cuore
Si sono concluse, ieri, con la cerimonia di chiusura le paralimpiadi invernali Milano ,Cortina 2026 con un bilancio più che lusinghiero.
Il risultato ottenuto sui campi di gara va, infatti, ben oltre quanto si rileva dal medagliere.
che raggiunge il numero di 16 medaglie complessive, di cui 7 ori, 7 argenti e 2 bronzi. Il risultato migliore di sempre.
Qualora ce ne fosse stato bisogno l'esito finale induce piuttosto, a considerazioni che vanno oltre lo stesso valore sportivo.
Perché un individuo al quale la vita ha riservato l'esperienza della disabilità è disposto ad affrontare migliaia di ore di allenamento, privandosi del proprio tempo e della propria libertà mettendo a repentaglio la sua stessa incolumità per un risultato, comunque, incerto?
È rispondendo a questa domanda che si può in qualche modo capirne il motivo.
C'è oltre ogni possibile valutazione sportiva una meta che non è posta dal traguardo imposto dalla competizione che si affronta, ma da quel senso di impossibilità che si presenta ad ogni uomo nel momento in cui è disposto ad affrontare i propri limiti.
Limiti che per un atleta paralimpico rappresentano ancor di più un ostacolo pressoché insormontabile.
Ed è questo quello che hanno fatto i nostri atleti in tutte quelle competizioni a cui hanno partecipato
"gettando il loro cuore oltre l'ostacolo".
Gettare il "cuore oltre l'ostacolo" è, appunto, quella condizione umana che avvicina l'uomo "all'infinito della perfezione" oltre il quale c'è un margine che può essere definito soltanto dai limiti di quell'infinito.
Questo è ciò che hanno fatto I nostri atleti facendosi trasportare, nella loro disabilità, in una realtà sconosciuta per la gran parte degli essere umani.
Il traguardo olimpico li pone in una strettissima cerchia di donne ed uomini capaci di aver raggiunto quel limite.
Molti sono stati, senz'altro, i fattori che hanno determinato questo splendido risultato, ma se questi atleti non avessero creduto, anzitutto, in sé stessi non avrebbero potuto raggiungere il loro "Olimpo".
È un esempio non solo sportivo ma che riguarda la vita di ogni individuo che abbia cura della propria esistenza.
Vivere è una prova che richiede soprattutto coraggio ed il coraggio è dato dalla speranza di ottenere obiettivi che rappresentano il personale traguardo di ogni essere umano.
I nostri atleti paralimpici hanno trovato quel traguardo nello Sport, noi uomini normodotati abbiamo l'obbligo di lasciare a questo mondo, almeno, un segno della nostra presenza.



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