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L'Italia dei nostri padri (Storia politica di un Paese che credeva nei propri ideali)

  • 1 giorno fa
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L'Italia dei nostri padri

(Storia politica di un Paese che credeva nei propri ideali)


Per avere un quadro d'insieme della Storia moderna di questo Paese bisogna

necessariamente ripartire dalla nostra Costituzione approvata il 18 Aprile del 1948 che rappresenta il vero spartiacque che ci separa dalla disfatta della "Grande guerra".

Quell'Italia fu capace, infatti, di ridare lustro al Paese riuscendo a risanare e ricostruire un territorio completamente devastato.


Ebbene quella era l'Italia dei contadini e degli operai; di quelli che non avevano nemmeno maniche da rimboccarsi, ma che trovavano negli ideali di libertà e di democrazia l'essenza del "loro pane quotidiano". Era l'Italia dei nostri padri.


Era un Paese che amava la propria terra che costruiva le fondamenta di un popolo che doveva ritrovare la sua identità.Un Italia fondata sui valori del lavoro e della giustizia sociale che riconosceva il sacrificio come virtù cristiana e sapeva come raccoglierne i frutti.


Quel popolo silenzioso e operoso portava con sé un messaggio semplice; quello dell'umilta' e del dovere. Un messaggio che non si proponeva l'utopia della ricchezza, ma che trovava nel quotidiano e nella consuetudine delle tradizioni le ragioni della propria esistenza.


Per dare un'idea socio politica di quel Paese basta ricordare che il partito di maggioranza relativa la Democrazia Cristiana proprio nel 1948 sotto la guida del suo fondatore "Alcide de Gasperi", raggiunse una percentuale del 48,51% con un numero di astenuti pari al 7,77%.


Quell'Italia, casa, chiesa e coraggio seppe, con la forza delle proprie braccia, riuscire, grazie ai valori cristiani, a dare un volto al proprio futuro.


Non fu infatti un artificio linguistico a dare il nome di "Democrazia Cristiana" a quell'onda immensa di persone

che desiderava dare voce a quel popolo.

E d'altra parte la Storia d'Italia non poteva e non può essere scissa dai contenuti del cattolicesimo e della cristianità

La fede cristiana è una radice profondissima che vive in ognuno di noi. È un impronta impressa nella nostra coscienza che cresce e si alimenta nella parola di Cristo e nei vangeli.


Per questo la cristianità non è un valore aggiunto, ma è l'essenza stessa del nostro patrimonio culturale ed è impossibile poterla ignorare.


Concetti questi che erano ben chiari ai nostri padri che quando si recavano a votare sapevano dove li avrebbe condotti la loro croce.


Ed è stato grazie a quell'Italia che dal 1948 al 1994 (anno in cui il partito venne sciolto a causa di Tangentopoli) la Democrazia Cristiana governo' ininterrottamente per 46 anni, registrando in quest'ultima votazione una percentuale del 29,66.


Da quel momento quell'identita' politica lascio' orfani i suoi elettori che videro spegnersi in quel catastrofico scenario tutti quegli ideali che avevano dato origine a quel progetto.

Quella grande forza elettorale privata dei suoi principi e delle sue radici, infatti, non seppe più trovare il proprio riferimento politico.


E naturalmente quei fatti ebbero un effetto disastroso, anche se in tono minore, su altri schieramenti ed in generale su tutta la politica italiana.


Da quel terribile 1994, infatti, quell'Italia immaginata e voluta perse la sua identità, ma soprattutto perse la fiducia di milioni di elettori che da quel momento si allontanarono dalla politica.


Distacco che non si è mai riusciti a rinsaldare che, invece ha visto crescere quel malcontento, passando da una percentuale di astenuti del 13,7% nel 1994 fino al 36,1% del 2022 per un totale di 16,6 milioni di elettori.


Questi sono i numeri che hanno, di fatto, distrutto l'Italia dei nostri padri lasciando il Paese in balia di una politica incapace di poterli rappresentare e di garantire quella continuità nel rispetto delle tradizioni cristiane.


Otto elezioni politiche che hanno visto, di volta in volta, aumentare il numero dei non votanti, ma che, soprattutto, hanno visto crearsi un vuoto

difficilmente colmabile.


Per questo è necessario restituire a quella forza silenziosa, dimenticata da oltre un trentennio, una voce univoca capace di infondere entusiasmo e desiderio, di mettersi in gioco.


L'Italia è la Nazione che più ha dato al cristianesimo sottoscrivendo l'11 Febbraio 1929 i Patti Lateranensi.

Patti che sanciscono l'unione indissolubile tra i due Stati.

Un legame che nasce con la stessa nascita di Cristo e con la sua dottrina.

Dottrina che ha trovato ampio riscontro nelle leggi dello Stato e che ha saputo offrire ai cittadini quell'insieme di norme, tradizioni, usanze e consuetudini che costituiscono il patrimonio della civiltà cristiana di cui il popolo Italiano e lo Stato della Santa Sede ne rappresentano la naturale personificazione.

 
 
 

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