Una sera d'estate
- 24 lug
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Una sera d'estate
Sale un muro di luce silenzioso che accompagna l'afa nei vicoli del borgo.
La canicola invade il giorno poi , nelle ore del crepuscolo, quel muro si sfalda e quasi per incanto, viene respinto indietro da uno sbuffo d'aria più fresca.
Via, via che la sera s'avanza
strati di cirri policromi
si adagiano e si dissolvono nelle volte segrete del cielo.
D'estate si galleggia nell'umidita' come legni nell'acqua e per potersi rinfrescare si rimane ad aspettare pazienti l'arrivo della brezza serale.
Accade, infatti, quotidianamente di vedere, già dall'imbrunire, persone che si riversano in strada formando capannelli che discutono degli argomenti più svariati.
Molti per dare prova delle loro idee, battono con forza le mani sui tavoli ed alzano il tono della voce anche per la più ovvia delle banalità.
I più anziani, in disparte, oziano seduti nei tavoli dei soliti bar presi dai consueti argomenti, annunciando le loro assolute verità, a partire dal governo e finire col calcio, senza mai trovare, però, proprio come accade in politica, un'opinione comune.
Nelle vicinanze uno sciame colorato e gioioso
di bambini invadono i marciapiedi sfrecciando pericolosamente, su monopattini lanciati alla velocità del suono.
Così si fa sera senza accorgersene, solo uno scorrere di zefiri leggeri che sfiorano l'azzurro e fanno strada alle ombre, ne danno il sentore.
Prima che il sole scompaia sotto l'orizzonte, in un ultimo battito d'ali, si leva nel cielo un garrito di rondini che spegne il tramonto.
Poco dopo, quando gli astri iniziano nello scacchiere dell'universo ad illuminare la volta, il buio è ormai padrone del cielo.
La prima a dare indizio della sua presenza è la luna che
rimane lassù ad osservare finche' nel silenzio, sorpresa dal pianto di un bimbo che nasce, si ferma e da' il suo benvenuto alla vita.
Nello stesso istante, nel suo letto, un uomo che insegue caparbio i suoi sogni, dalla sua finestra lo ascolta.
Intanto la piazza si spegne;
solo qualcuno, lontano, vocicchia.
Anche stanotte l'estate che osserva ripone i suoi artigli.
Il borgo finalmente riposa.


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