top of page

La spiaggia degli egagropoli

  • 10 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La spiaggia degli egagropoli


Anche quel mattino l'alba era giunta come un tonfo di luce illuminando di colpo la stanza . Lo aveva sorpreso intento a dissolvere dalla sua mente quell'ultima immagine di un sogno incomprensibile.


Aveva guardato l'ora poi si era alzato lentamente. La luce intensa gli assicurava che fosse una bella giornata.


Si era fatto la barba con cura, come faceva ogni giorno; raccontava che con la barba fatta si vede meglio l'anima.


Una volta vestito, prima di uscire di casa, vide sfilare l'attacapanni sul quale era appeso il suo inseparabile impermeabile.


Quando arrivo' al bar del porto i suoi abituali amici lo stavano aspettando.

Il caffè era buono; forte e caldo con un aroma intenso.

Il barman lo preparava con cura e lui lo ripagava, sempre, con generose mance e con un grazie.


Quel mattino le dissero che a breve sarebbero rientrati i pescherecci ed era il giorno buono per poter trovare del buon pesce.


Prima di andare si fermò sul belvedere del porto, poco distante dal bar.

Da lì si potevano vedere persone che si avvicinavano al mare come se cercassero un contatto, un modo per liberare la propria anima.


Intanto il sole si alzava lento e la luce man mano invadeva l'orizzonte.

L'attracco era ad un paio di climometri ed egli si avvio' senza fretta.


Camminava misurando i suoi passi per evitare di pestare gli egagropoli compiendo un percorso a zig, zag.


Gli egagropoli lo avevano sempre incuriosito e scopri' che quei curiosi agglomerati circolari erano generati dalla Posidonia Oceanica, una pianta marina dotata di radici, fusto e foglie che viveva nelle profondità del mare creando vere e proprie praterie sottomarine.


Sapeva bene quali fossero i tanti utilizzi di questa pianta dalla protezione della costa alla pulizia del mare ma nel suo modo di sentire quelle "palle di mare" rappresentavano qualcosa di più profondo.


Forse penso' che quelle miriadi di agglomerati fossero soltanto il risultato di coloro che in quel mare avevano saputo abbandonarsi. La sedimentazione dei loro sentimenti.

Anime che avevano espiato la loro condanna trovando finalmente pace in quell'immensita'. Come se avesse voluto restituirgli tutto cio' che la vita gli aveva negato.


C'erano in quelle strane alghe storie di migliaia di anime che giacevano nel profondo del mare; racconti di vita che nel mare avevano riposto la loro ultima speranza.


Un purgatorio naturale nel quale tutti gli esseri umani avrebbero potuto ottenere la loro purificazione per poi ritrovare la loro nuova vita.


Similmente gli egagropoli portavano dentro quel processo di redenzione; il segno di una natura che restituiva la purezza.


Questo pensava nel suo incedere quando intravvide

in lontananza l'arrivo del peschereccio.


Evito' l'ultima barriera di egagropoli e fu finalmente vicino alla sua meta.

Li osservo' un ultima volta e pensò che anche la sua anima avrebbe potuto avere la stessa sorte.

Restituita dal mare completamente redenta.

 
 
 

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
bottom of page