Lo strano viaggio di un onda atipica
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Dondolava dolcemente sul pelo dell'acqua lasciandosi cullare da quel mare quieto.
Dietro di lei altre onde si avvicendavano nel loro incedere.
Si abbandonava pigra in quel moto continuo come si fa quando si prende il sole.
Solo di tanto in tanto aveva un sussulto dal passaggio di imbarcazioni che con la loro scia procuravano una leggera sequenza di flutti che lentamente si spegneva fino a sparire.
Era un giorno di bonaccia e poteva finalmente riposare dopo giorni e giorni in cui il maestrale aveva soffiato senza sosta impegnandola in un continuo movimento.
Sapeva che i venti avrebbero potuto trascinarla per migliaia di chilometri ed era affascinata dalle leggende che spesso accompagnavano le loro storie.
Aveva sentito parlare delle onde di Nazare' in Portogallo ed era meravigliata dalla loro
forza. Si diceva che potessero essere alte come palazzi e si chiedeva cosa si potesse provare nel raggiungere tali dimensioni.
A quel pensiero se ne stava calma, quasi distesa su quel mare piatto, pensando che quell'esperienza non l'avrebbe interessata.
Finire il proprio viaggio infrangendosi violentemente su quelle barriere non era certo il suo obiettivo.
Sapeva che le onde non hanno il compito di distruggere, ma di accompagnare il viaggio di
chi doveva attraversare quella grande e affascinante distesa come un ponte per unire il mondo.
Così si teneva lontana, ove possibile, da correnti che non conosceva e da venti che soffiavano con forza innaturale.
Qualcuno le diceva che quella sua inerzia avrebbe potuto farla trovare in situazioni pericolose e che sarebbe stato meglio non tradire la propria indole naturale.
Eppure, nonostante i tanti consigli ricevuti, continuava a comportarsi come un'onda
estranea a quelle acque alle quali sembrava di non appartenere.
Frequentava così spesso zone con fondali bassi dove non sarebbe stato possibile trovare onde di eccessive dimensioni.
Quel suo comportamento l'aveva portata a scegliere zone di mare chiuse. Golfi, insenature o baie dove avrebbe potuto trovare il suo migliore ambiente.
Si spostava in quello spazio di mare senza particolari agitazione.
Scopri' infatti che molte altre onde vivevano nello stesso modo, oziando in quelle acque basse, lontane dal mare aperto.
In una notte di luna piena non comprese di trovarsi in un luogo ove i fondali erano eccessivamente bassi.
Si adagio' ma si accorse, quasi immediatamente, di trovarsi in un canale sabbioso che la marea aveva lasciato completamente scoperto.
Man, mano che le ore passavano sentiva di essere assorbita dal fondale che si andava prosciugando.
Quando l'alba aveva rischiarato il cielo, l'onda ormai, ridotta an una piccola bolla, si dissolse lentamente, fino a sparire nella sabbia umida.



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