Commento linkedin 26 Maggio
- 3 ore fa
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Buongiorno, mi permetto di rispondere entrando in questa conversazione in punta di piedi, come si fa quando si entra in un salotto e si vene interpellati per esporre la propria opinione.
Mi trovo in quel periodo della vita che viene, comunemente, definita terza età e direi che cinquanta anni fa il termine A.I. (Intelligenza artificiale) non trovava posto nemmeno nelle parole crociate, figuriamoci per la scrittura di un post.
A quei tempi nelle scuole, per verificare la proprietà di linguaggio e la capacità espositiva, si usavano i temi che si scrivevano nel foglio protocollo a righe su mezza colonna.
Il target per gran parte degli studenti erano le due colonne.
Non so a quante parole corrispondevano le due colonne scritte a mano, ma erano sicuramente più brevi dei tremila caratteri che ci propone linkedin per i nostri post.
In quelle due colonne dovevamo essere capaci di esprimere al meglio le nostre idee sull'argomento proposto, possibilmente in un buon italiano.
Questo per dire che per ottenere uno straccio di sufficienza ci si doveva impegnare per dare ordine ai nostri pensieri e renderli accettabili per forma e contenuti.
Ebbene quel lungo allenamento effettuato sui banchi di scuola ci ha insegnato ad esprimere, anche se forse in modo non del tutto soddisfacente, correttamente i nostri concetti.
Quelle idee che ci siamo portati dietro ostinatamente, considerandole patrimonio personale, dalle quali attingiamo ancora oggi per dare forma al nostro pensiero.
Ma al di là di ogni retorica direi appunto che il pensiero è un marchio di fabbrica e per questo va tutelato e protetto da qualsiasi forzatura.
Ognuno di noi ha la sua esclusiva, unica, insostituibile, meravigliosa intelligenza da salvaguardare e quella deve utilizzare.
È Il dono più bello che la natura ci ha dato.
Buona giornata a tutti voi.



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