Quando la cultura nasceva tra le mura domestiche
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Mi sono imbattuto, ieri, tra le tante notizie, su una frase del Professor Galimberti in merito alla lettura.
La frase è questa: "Se a scuola si insegnasse bene la letteratura e anziché di pc si riempissero le aule di romanzi, tutti saprebbero cos'è l'amore."
Concordo con questo modo di interpretare le cose; talvolta la curiosità può essere il motore che mette in moto l'intelligenza e la spinge ad intraprendere strade fino a quel momento inesplorate.
Ma soprattutto è l'esempio che muove quell'interesse
C'è sempre un incipit che da' il la per iniziare un nuovo percorso.
Promuovere la cultura vuol dire poterla veicolare ed è soprattutto la scuola il luogo ideale per dare avvio a quel processo.
L'era dei pc tra l'altro è già in qualche modo superata dell'avvento di iphone e smartphone che certamente non hanno nulla da invidiare ai loro "antenati".
La tecnologia è un fiume in piena ed è impossibile arrestare il cammino del progresso.
Vogliamo introdurre forme di IA anche nelle scuole?
La scrittura ha dato forma alla Storia dell'uomo e non possiamo rinunciare alla sua insostituibile funzione di divulgazione e conoscenza che si tramanda da millenni.
Io stesso ho potuto constatare
la veridicità di questo presupposto avendo avuto la fortuna di avere un padre che aveva l'abitudine di leggere.
Il suo passatempo preferito, infatti non si chiamava hobby; era la lettura.
Un hobby da poche centinaia di lire a settimana (gli Oscar Mondatori che costavano appunto 350 lire).
Una lunga fila di libri su una tavola fissata sul muro che si arricchiva settimana dopo settimana.
La ricordo ancora oggi; una lunga fila bianca, nella quale la mia curiosita' poteva trovare nomi, luoghi, storie e idee, che quotidianamente si affacciavano nei miei pensieri.
Per dare un'idea riporto alcuni titoli:"Il deserto dei tartari, Il nostro agente all'Avana, Malombra, Uomini e no, Il fu Mattia Pascal, La nausea, etc, etc"
Sono questi i miei primi viaggi, le mie prime esperienze, i miei primi veri amici.
Così trascorrevo il mio tempo parallelamente tra quelle pagine e quello che allora la vita ci poteva offrire.
Ben presto i libri divennero il mezzo per scoprire ed apprendere tutto quello che altrimenti non avrei avuto modo di conoscere.
E da quel momento ne ho sempre avuti intorno a me.
Ed anche se sapevo che non avrei mai potuto leggerli tutti, potevo, almeno, avere la possibilità, leggendo un capitolo, una pagina od una frase, di poter entrare in qualche modo, in quei mondi sconosciuti.
Oggi, tranne alcuni rarissimi casi, non ricordo ne' trame, né personaggi, ma quei libri, continuano a vivere nella mia fantasia, sedimentati nella mia coscienza e sono la mia personale ricchezza.
Così se in qualsiasi particolare situazione mi accorgo, oggi, che i miei sensi sono attraversati da un'emozione, sono spinto a pensare che quella percezione provenga proprio da quel sedimento.
Suppongo, infatti, sia proprio attraverso quella base che l'uomo abbia costruito se stesso ed il proprio futuro, arricchendo, nel tempo, il proprio sapere, le proprie competenze ed il valore dei propri sentimenti migliorando cosi' la qualità della vita.
La cultura è un orizzonte che cambia di pari passo con il modificarsi della nostra sensibilità e della nostra conoscenza. Se oggi si ferma laddove arriva la nostra vista domani potrà estendere i propri limiti ben oltre quei confini.
Ed è questo ciò che sta accadendo fin dalla comparsa dell'uomo sulla terra.



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